Internati Militari Italiani (IMI)

Anche da Avigliano e dalle sue frazioni partirono soldati che, dopo l’8 settembre 1943, finirono nei lager tedeschi per aver detto «no» alla guerra a fianco dei nazisti. Furono gli Internati Militari Italiani: più di seicentocinquantamila in tutta Italia. Qui ne ricordiamo la vicenda e raccoglieremo i nomi e le storie degli internati aviglianesi.

Che cosa accadde

  • 8 settembre 1943 – L’armistizio. Con l’annuncio dell’armistizio l’esercito italiano resta senza ordini. In Italia, nei Balcani, in Grecia e nelle isole dell’Egeo i reparti vengono disarmati e catturati dalle truppe tedesche.
  • 20 settembre 1943 – Non prigionieri ma «internati». Hitler stabilisce che i militari italiani non siano considerati prigionieri di guerra ma «internati militari»: una scelta arbitraria che li sottrae alle tutele della Convenzione di Ginevra del 1929 e al controllo della Croce Rossa.
  • 1943–1944 – I lager e il lavoro forzato. Soldati e sottufficiali sono rinchiusi negli Stalag, gli ufficiali negli Oflag. Fame, freddo, malattie e lavoro coatto nelle fabbriche, nelle miniere e nei campi segnano la prigionia.
  • Il «no» – Il rifiuto di collaborare. Agli internati viene chiesto più volte di aderire alla Repubblica Sociale o di arruolarsi con i tedeschi in cambio del ritorno a casa. La grande maggioranza rifiuta: una scelta che gli storici hanno chiamato «resistenza senz’armi».
  • Agosto 1944 – Lavoratori civili. Un accordo tra Hitler e Mussolini trasforma gli internati in «lavoratori civili», costringendo al lavoro anche gli ufficiali. Le condizioni di vita restano durissime.
  • Primavera 1945 – La liberazione. Tra febbraio e la fine di aprile 1945 i campi vengono liberati dagli Alleati e dall’Armata Rossa. Il rimpatrio dura mesi. Tra 40.000 e 50.000 internati, secondo le diverse stime, non fecero ritorno.
  • 2006 – La Medaglia d’onore. La Repubblica istituisce la Medaglia d’onore per i cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto (legge 27 dicembre 2006, n. 296).
  • 2025 – La Giornata degli internati. La legge 13 gennaio 2025, n. 6 istituisce il 20 settembre la Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi.

La mappa dei lager

Il territorio del Reich era diviso in distretti militari (Wehrkreis), indicati con un numero romano. Lo stesso numero compare nel nome dei campi: lo Stalag VI A, per esempio, era un campo per soldati e sottufficiali del distretto VI, l’Oflag un campo per ufficiali. Sulla mappa i quadrati rossi indicano i campi di concentramento, quelli neri i campi di prigionia per la truppa, i triangoli i campi per ufficiali.

Una memoria a lungo dimenticata

Tornati a casa, spesso dopo mesi di viaggio, molti internati aviglianesi non raccontarono quasi nulla di quanto avevano vissuto. Le loro storie sono rimaste nelle famiglie: una lettera, una piastrina, una foto, un ricordo tramandato ai figli. Raccoglierle è il modo migliore per dire grazie a chi, con il proprio «no», ha difeso la dignità di tutti noi.

La Medaglia d’onore

La Medaglia d’onore è concessa agli internati e ai deportati nei lager nazisti o, se scomparsi, ai loro familiari (legge 296/2006, art. 1, commi 1271–1276). La domanda si presenta al Comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il modulo previsto e un questionario in forma di atto notorio, allegando quando possibile il foglio matricolare. La medaglia viene conferita con decreto del Presidente della Repubblica e consegnata di solito in Prefettura, in occasione del Giorno della Memoria.

Modulo di domanda (PDF). La Sezione può aiutare le famiglie a raccogliere i documenti: contattaci.

Gli internati di Avigliano

Dal Lessico Biografico degli IMI risultano finora 74 internati nati ad Avigliano: 47 tornarono a casa, 20 morirono in prigionia o nei naufragi delle navi che trasportavano i prigionieri dalle isole greche, come il piroscafo Oria; per 7 la scheda non indica l’esito. Per ciascuno la scheda riporta nascita, reparto, cattura, lager, rientro o morte. L’elenco è aperto: aiutaci a completarlo con nuovi nomi, fotografie e ricordi.

Avete in famiglia un internato? Inviateci nome e cognome, luogo e data di nascita, reparto, dove fu catturato e in quale lager fu internato, e – se li avete – fotografie, lettere, piastrina, foglio matricolare o diploma della Medaglia d’onore. Scriveteci: prepareremo insieme la scheda, con il vostro consenso.

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Fonti