Avigliano terra di internamento: gli ebrei confinati negli anni della guerra (1940-1943)

Tra il 1940 e il 1943 Avigliano fu luogo di internamento: su 42 internati, 25 erano ebrei venuti da tutta Europa. L’elenco di Gennaro Claps e il ruolo del vescovo Bertazzoni.

Negli anni della Seconda guerra mondiale Avigliano non fu solo un paese che mandava i suoi figli al fronte: fu anche un luogo di internamento. Tra il 1940 e il 1943 vi furono confinati per ordine del regime decine di stranieri e di oppositori politici, e tra loro molti ebrei, arrivati da tutta Europa.

Dalle leggi razziali all’internamento

Con le leggi «per la difesa della razza» del 1938 gli ebrei furono esclusi dalla scuola, dagli impieghi pubblici e da gran parte della vita civile. Con l’entrata in guerra dell’Italia, nel giugno 1940, gli ebrei stranieri presenti nel Paese vennero internati: alcuni nei campi, come Ferramonti di Tarsia in Calabria, molti altri nei piccoli comuni dell’interno, dove vivevano sotto sorveglianza, con un modesto sussidio e il divieto di allontanarsi senza permesso.

La Basilicata, lontana dai confini e dalle grandi città, fu una delle regioni scelte: internati ebrei sono documentati a Potenza, Marsico Nuovo, Tolve, Melfi, Lagonegro, Picerno e in altri comuni lucani.

Ad Avigliano: 25 ebrei su 42 internati

Lo storico aviglianese Gennaro Claps, nel volume Avigliano terra di confino (Avigliano 2000), pubblica in appendice l’elenco degli internati nel comune: su 42 internati, 25 erano ebrei. Venivano soprattutto da Polonia, Germania, Russia, Romania e Ungheria, ma anche da Trieste, da Vienna e perfino dall’Irlanda; c’erano commercianti, casalinghe, una farmacista, una pianista, una maestra di canto, un medico, due dentisti, un pellicciaio. Il più anziano era nato nel 1870, la più giovane nel 1919.

Cognome e nomeNascitaProfessione
Abusch MosezKrzyzowka (Polonia), 1897commerciante
Cofman ElisabettaNicoresti (Romania), 1888farmacista
Ezin IdaScebes (Russia), 1875casalinga
Greidemberg FannyOdessa, 1890casalinga
Jaffé Liselotte BertaBerlino, 1902pianista
Jakob AlfredoWatemberg (Germania), 1905commerciante
Jakob HerbertWatemberg (Germania), 1904agricoltore
Jakob IlsePielsuitz (Breslavia), 1902casalinga
Krzentowskj GiuseppeTrieste, 1915impiegato privato
Krzentowskj MassimilianoTrieste, 1908impiegato privato
Lanini Naftoli HirschVoliza (ex Polonia), 1893commerciante
Nagel RiccardoNagy-Szhurang (Ungheria), 1912commerciante
Stabhoz GhiaiaVarsavia, 1886sarta
Stamberger FetidaTechen (ex Polonia), 1895casalinga
Dunne Ellen HildaCork (Irlanda), 1910maestra di canto ¹
Chotiner MaurizioPodkamine (Polonia), 1908medico chirurgo ¹
Hesses AbramoKarcow (Russia), 1905commerciante ²
Koru BrunoHindenburg (Germania), 1911commerciante
Koru JetkaKalisch (Polonia), 1919casalinga
Neuman Paolina SaraKitzisigen (Germania), 1890casalinga
Orbach ErnestoBerlino, 1882dentista
Orbach ElsaRottemberg (Germania), 1889dentista
Altman JoelLavaruscha (Polonia), 1914pellicciaio
Bild LeieTarnov (Polonia), 1870casalinga
Wadler ReginaVienna, 1903–
Gli internati ebrei di Avigliano secondo G. Claps, Avigliano terra di confino (2000), pp. 51-53. Nomi e luoghi nella grafia della fonte. ¹ Ebrei secondo il carteggio Bertazzoni/Ebrei. ² Non qualificato «ebreo» nell’elenco, ma probabilmente lo era.

Il vescovo Bertazzoni e gli internati

Alcuni degli internati di Avigliano compaiono nella corrispondenza del vescovo di Potenza e Marsico, mons. Augusto Bertazzoni, conservata nell’Archivio Storico Diocesano di Potenza (fondo Bertazzoni/Ebrei, 1940-1943): oltre duecento lettere che riguardano più di sessanta famiglie di ebrei confinati in Basilicata. Il vescovo intervenne presso le autorità civili ed ecclesiastiche, aiutò personalmente e spesso economicamente gli internati, ottenne permessi e ricongiungimenti familiari.

Le lettere raccontano le difficoltà di quella vita: la povertà, un sussidio che spesso bastava a una sola persona, le famiglie divise, i continui permessi da chiedere al Ministero o alla Questura per una visita medica, una cura, un trasferimento.

Una memoria da completare

Dei 25 internati ebrei di Avigliano sappiamo, per ora, poco più dei nomi. Se nella tua famiglia si ricorda qualcuno di loro – dove abitavano, chi li aiutò, che cosa accadde dopo l’8 settembre 1943 – o se conservi lettere e fotografie, scrivi alla Sezione: ogni testimonianza aiuta a ricostruire questa pagina della storia del nostro paese.

Fonti

  • Centro Studi Storico Militari ‘Gerardo SALINARDI’, I lucani e gli ebrei negli anni del secondo conflitto mondiale (10 febbraio 2010).
  • Gennaro Claps, Avigliano terra di confino, Avigliano 2000, pp. 51-53.
  • Archivio Storico Diocesano di Potenza, carteggio Bertazzoni/Ebrei (1940-1943), studiato da don Messina.

Dell’elenco originale si pubblicano solo nome, luogo e anno di nascita e professione. Vedi anche gli Internati Militari Italiani (IMI) di Avigliano, i soldati aviglianesi deportati nei lager dopo l’8 settembre 1943.